Visualizzazione post con etichetta ayurveda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ayurveda. Mostra tutti i post

mercoledì 1 marzo 2017

IL DOSHA VATA: la "teoria del palloncino" e gli oli essenziali della "messa a terra"


Dall’unione di ETERE ed ARIA si genera il dosha VATA che presiede tutti i movimenti fisici, biologici e mentali e governa il nostro il sistema nervoso.
Vata è infatti "tutto ciò che muove" e porta in se tutte le caratteristiche degli elementi che lo compongono; è quindi secco, asciutto, freddo, veloce, mobile e irregolare.
Queste caratteristiche le vediamo riflesse sia a livello fisico che di pensiero, di abitudini, attitudini e di predisposizione allo squilibrio.

L'individuo VATA è di corporatura magra e sottile, con ossa sporgenti e spesso scricchiolanti, la pelle è spenta, secca e disidratata con una predisposizione naturale a sviluppare le rughe a causa della sua sottigliezza. Vata è freddoloso e avrà sempre mani e piedi freddi, infatti, la freddezza è un'altro elemento che caratterizza questa costituzione.

Dal punto di vista psicologico-caratteriale Vata è il classico creativo, ha la testa fra le nuvole ed è sempre attivo e in movimento; mette in ballo cento cose che spesso non riesce a mettere in pratica e portare a termine a causa della sua tendenza all'incostanza e alla superficialità; infatti si stanca inutilmente a causa di una dispersione di energia.

In fase di squilibrio tende ad avere predisposizione a disturbi nervosi, gonfiori addominale e stitichezza, dolori, mal di testa, artrite, sciatica, dolori lombari, ansia, insonnia, paure e insicurezza.

Ora, immaginate un PALLONCINO 


in balia dell'aria...senza una precisa direzione, freddo e spaventato perchè non ha pieno possesso di Sè, che contiene molto potenziale ma non riesce ad esprimere per l'incapacità di radicarsi e sentirsi al sicuro...ECCO!!!

Gli oli essenziali possono essere dei validissimi alleati in grado di afferrare il filo del palloncino svolazzante ed ancorarlo al suolo! 
  


 Il VETIVER: l'olio della "messa a terra"
 
La radice è la parte sotterranea della pianta, essa ha la funzione di fissarla saldamente al suolo e di assorbire tutte le sostanze necessarie alla sua crescita.
 
Sopra vi ho raccontato le caratteristiche del dosha vata e di come questa costituzione sia legata all'elemento ARIA. Secondo la teoria dei contrari, per portare equilibrio e stabilità a questa costituzione, c'è bisogno dell'elemento TERRA qui rappresentato dall'olio essenziale di Vetiver che ne è l'emblema. 
 
Nei paesi dove viene coltivato, è anche chiamato "la pianta ingeniere" in quanto è in grado di prevenire il dissesto geologico, grazie alla lunghezza delle sue radici che fungono da ancora. Ed è proprio questa una delle sue speciali caratteristiche: l'olio essenziale di Vetiver si occupa di stabilità e di protezione, è adatto a tutte quelle persone che che si sentono in balia delle influenze dell'ambiente che le circonda, distratte e poco connesse alla realtà e alla sostanza. E' l'ancora che permette di radicare le idee e di metterle in pratica. 
 
E' la mano che afferra il filo del palloncino e lo mette a terra permettendo, così, alla persona vata di essere in grado di esprimersi e sbocciare senza paure.

Nella medicina ayurvedica viene utilizzato come febbrifugo, come antidoto al mal di testa, per tutti i problemi di pelle e di dolori reumatici; il suo olio essenziale è adatto negli stati di disordine mentale e dove c'è bisogno di stabilizzarsi nel proprio Sè.

E' l'olio della TRANQUILLITA'; abbassa il ritmo cardiaco e del respiro per cui è ottimo, da usare in diffusione ambientale, durante la meditazione.

Continuo o mi fermo?? Io lo adoro!!! E' caldo, profondo e mi riporta alla terra...provate a fare esperienza col vetiver quando siete ansiose ed agitate, sono sicura che troverete in lui e con lui la vostra stabilità
 
 
Puoi acquistare l'olio essenziale di Vetiver puro e di grado terapeutico cliccando QUI 
e se vuoi conoscere come usarlo nello specifico puoi scrivermi, sarà mio piacere  risponderti!!


martedì 14 giugno 2016

DALL'ANTICA TRADIZIONE AYURVEDICA IL GOLDEN MILK: l'oro nella tazza


Profumato, colorato, deliziosamente dolce e gustoso, ma soprattutto ricco di proprietà, il Golden Milk, o latte d'oro, è un preparato che arriva da lontano e più precisamente dall'India dove la tradizione ayurvedica ci insegna come prenderci cura del nostro organismo in maniera sana e naturale.

I miei sensi fanno festa ogni mattina quando preparo la colazione...il colore giallo simbolo di luce e calore per iniziare la giornata con energia e dinamismo, il gusto speziato e il profumo aromatico trasformano il mio risveglio in un viaggio indiano dove al sol ricordo sorrido e, sorridere, si sà, fa bene al cuore...

L'ingrediente principe del Golden Milk è una spezia dal colore dell'oro: la curcuma che, grazie al suo principio attivo speciale, la curcumina, trasforma questa bevanda in una sorta di "aspirina" naturale dall'eccellente potere antibatterico, combatte tosse e mal di gola, rafforza la digestione e migliora la flora intestinale. Dalla sua virya riscaldante e dalla sua potenza amara è utile per purificare il sangue e gli Srotas (i canali corporei) donando salute e depurazione.

Nella medicina ayurvedica questa preziosa bevanda veniva utilizzata per mantenere una buona lubrificazione delle giunture combattendo e contrastando dolori ed infiammazioni articolari; inoltre, grazie alla sua azione sul fegato è in grado, se utilizzata come routine quotidiana, di favorire la depurazione e la rimozione di Ama (tossine).

LA MIA RICETTA

50 gr di CURCUMA IN POLVERE
120 ml di ACQUA
2 cucchiai di CANNELLA IN POLVERE
1 punta di cucchiaino di PEPE NERO
1 spolverata di NOCE MOSCATA
3 cucchiai di OLIO DI MANDORLE DOLCI spremuto a freddo
a scelta è possibile utilizzare anche olio di cocco o ghee
2 cucchiai colmi di MIELE ( io ho usato quello di lavanda)


PREPARAZIONE DELLA PASTA DI CURCUMA: scaldare l'acqua e la curcuma a fuoco medio\basso e cuocere per circa 8 minuti, fino ad ottenere una pasta morbida, aggiungere la cannella, la noce moscata e il pepe. Togliere dal fuoco e mescolare.
A QUESTO PUNTO, secondo tante ricette, la pasta di curcuma sarebbe pronta ma io, per questioni di praticità, ho scelto di completare il composto in questo modo: unisco l'olio di mandorle dolci quando la pasta è ancora calda e a raffreddamento aggiungo il miele ( è importante che il miele non venga riscaldato perchè ad una temperatura superiore ai 40° si altera perdendo tutte le sue proprietà nutrizionali). 
SI CONSERVA in frigorifero in un barattolo di vetro per circa 30 giorni, a casa mia finisce prima :-)
UTILIZZO: è consigliata l'assunzione di 1 tazza la mattina a digiuno, si scioglie 1 cucchiaino nel latte, io utilizzo quello di avena! E' ottimo bevuto sia freddo che leggermente riscaldato.

MA PERCHE' L'USO DEL PEPE E DELL'OLIO?

Nonostante la potenza della curcumina a livello di proprietà, non è facilmente assorbita dal nostro organismo e quindi abbiamo bisogno di qualcosa che ne attivi e ne potenzi la sua azione. Il calore, il pepe e un grasso sano ( come l'olio o il ghee) facilitano la biodisponibilità di questa sostanza garantendone un miglior assorbimento. E' importante quindi ricordare sempre che, per estrarre un beneficio ottimale quando si utilizza la curcuma come "medicina" è bene associarla a questi tre importanti elementi: calore, pepe e grasso.
!!! MEGLIO EVITARE LA CURCUMA in caso di calcoli alla colecisti, ostruzioni delle vie biliari, assunzione di medicinali anticoagulanti.
Coloriamo il nostro risveglio con il colore dell'oro!!!!
Vi invito a preparare il vostro Golden Milk e se trovate nuovi gusti e nuovi sapori saranno benvenute le vostre condivisioni.







mercoledì 27 aprile 2016

COSMOPOLITAN intervista SHANTI PRIYA lab: Massaggio Ayurvedico: cos'è, a cosa serve?


Un grazie di cuore a Valentina Sorrenti, Beauty Editor di Cosmopolitan, che mi ha dato la possibilità, grazie a questa intervista, di raccontare e spiegare in breve cos'è il massaggio ayurvedico e quali sono i suoi benefici.

Ayurveda, una disciplina che parte dal cuore ed arriva alle mani...
e da qui il massaggio...
un vero trattamento di benessere che affonda le sue radici nell'antichità...

"Ciò che per me è molto importante trasmettere è che ogni individuo è un anima a sé, con una storia di vita mai uguale; sintomi e disturbi simili possono avere radici diverse e questo è dato dalla propria individualità..."

Se vuoi leggere tutta l'intervista puoi cliccare il link sottostante:

http://www.cosmopolitan.it/bellezza/viso-corpo/interviste/a113292/massaggio-ayurvedico/

martedì 21 aprile 2015

CARTHAMUS TINCTORIUS: la ricchezza di un olio antico

...Un viaggio indietro nel tempo alla scoperta del Carthamus tinctorius...

Appartenente alla famiglia dei cardi, il cartamo inizia il suo viaggio in Oriente come pianta tintorea; popolarmente chiamato zafferanone, dai suoi petali si estraggono due colori: il giallo e il pregiato cremisi utilizzati per la tintura di tessuti e, nella cosmetica naturale, per colorare ciprie e belletti.

Dell'uso di questa pianta abbiamo testimonianze antiche che vanno dal Medioevo, all'India, alla medicina tradizionale tibetana che cita un tè speciale, lo Tsheringma, fatto da petali di cartamo e da una corteccia della famiglia della cannella utile alla depurazione del fegato e alla digestione.

E dal fiore ai suoi semi prosegue il viaggio...

I semi di Cartamo sono tra i più ricchi di sostanze oleose; dalla loro spremitura se ne estrae un olio ricco e prezioso in sostanze benefiche sia per il nostro organismo che per la nostra pelle.
Un concentrato di omega 6, acido oleico, vitamine C e K e acidi grassi lo rendono un valido trattamento per tutte quelle pelli che hanno bisogno di essere nutrite in modo leggero, infatti, la sua particolare composizione in acidi grassi, lo rende poco unto ma al tempo stesso un ottimo idratante.
Idratazione, quindi, sua caratteristica principale che accompagna la delicatezza e la leggerezza adatte a trattare anche pelli sensibili e arrossate. Inoltre la sua media densità lo vede adatto anche alla pelle grassa ed untuosa.
Grazie a tutte queste caratteristiche, ayurvedicamente parlando, lo vedrei come buon olio tridoshico per la cura del viso

Il cartamo che ho avuto modo di conoscere ed utilzzare in questi giorni è un olio vegetale vergine da prima pressione, fatta naturalmente a freddo per preservare tutte le sue qualità organolettiche.
Dal colore giallo zafferano e dal profumo e sapore simile ai semi della zucca, è un olio che brilla...è luce color dell'oro!!! E mi colpisce la sua "non" untuosità, la sua infinita leggerezza...qualche goccia sulla pelle, un lieve massaggio ed è fatta! assorbe e trasforma in velluto :-)
E da qui sono partita...

♡
OLIO VISO 
 30 ml di olio di cartamo
20 ml di olio di argan
20 gocce di olio essenziale di curcuma

Una semplice ricetta per creare un olio che diventa siero anti-age per il tuo viso. 
L'olio essenziale di curcuma, dalle molteplici proprietà, è un ottimo antiossidante e rivitalizzante, particolarmente indicato per pelli spente, asfittiche e con presenza di macchie cutanee. Dona tono in caso di rilassamento cutaneo e allevia le piccole rughe del tempo. Dal sentore aromatico, dolce e speziato, questo olio essenziale è pura luce sulla pelle; le sue proprierà, assieme a quelle degli oli vegetali di cartamo e argan, conferiscono a questo olio viso tutte le caratteristiche di un elisir di bellezza. 

♡
OLIO PER CAPELLI 
 30 ml di olio di cartamo
20 ml di olio extravergine di cocco
25 gocce di olio essenziale di ylang ylang

Una sinergia adatta a nutrire i capelli secchi e sfibrati. Un "balsamo" naturale che dona splendore e lucentezza senza ungere ed appesantire; da utilizzare come disciplinante ( qualche goccia su punte e lunghezze) o per proteggere i capelli durante l'esposizione al sole. L'olio essenziale di ylang ylang rigenera e rivitalizza la nostra chioma favorendone la crescita. Le note olfattive intense, calde e floreali ti avvolgeranno in una nuvola sensuale e profumata pacificando la tua mente e i tuoi sensi.

Qui di seguito ti lascio il link dove puoi acquistare l'olio di cartamo di grande qualità che io utilizzo.



venerdì 30 gennaio 2015

{LA PELLE, COME UNA LUNA, S'ILLUMINA} ricetta gommage viso delicato


Spesso, durante le giornate che dedico alla ricerca, mi piace fare la conoscenza di materie prime nuove e sperimentare la loro azione...oggi fra le mani ho l'estratto secco di castagna ad uso cosmetico alimentare che ha stuzzicato la mia fantasia...
Con pochi ingredienti si possono realizzare diversi scrub e gommage per la pulizia e la brillantezza della pelle e così, proprio la nostra pelle, come una luna, s'illumina.

Nella disciplina ayurvedica esiste un particolare trattamento chiamato Ubtana: uno scrub delicato per il viso costituito da farina di ceci, polveri erbali indiane e acqua di rose...non vi voglio parlare di questo oggi, ma sulle orme di queste antiche tradizioni, ho voluto creare qualcosa di speciale con nuove materie prime dalle importanti proprietà.

RICETTA
2 cucchiai di farina di riso
1 cucchiaino di estratto secco di castagna naturale
qualche goccia di olio di noccioli di prugna di Gascogne
1 goccia di o.e. di palmarosa
acqua quanto basta

Far scaldare a fuoco medio la farina di riso e l'acqua fino ad avere una pastella densa, spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. E' possibile anche scaldare l'acqua e miscelarla alla farina poi coprire e lasciare riposare. In seguito, a composto raffreddato, aggiungere l'estratto secco di castagna, l'olio vegetale di prugne, l'olio essenziale e miscelare per rendere tutto omogeneo. Stendere sul viso pulito lasciando in posa un paio di minuti, dopodiche rimuovere con delicati movimenti circolari e risciacquare con acqua tiepida. Terminare massaggiando dolcemente il viso con qualche goccia di olio vegetale di prugna.

La farina di riso contiene amido in una quantità pari a circa il 70%; è risaputo che l'amido viene tradizionalmente utilizzato per tutti gli stati infiammatori della pelle grazie alle sue proprietà emollienti e rinfrescanti. In questo gommage la farina di riso si presta ad essere utilizzata come maschera nutritiva per pelli secche e arrossate. Ayurvedicamente parlando è un ottimo trattamento per rinfrescare il calore di pitta e nutire la secchezza di vata.

L'estratto secco di castagna naturale, grazie al suo aspetto di polvere fine svolge l'azione di esfoliante naturale; unito alla farina di riso, rimuove dolcemente le cellule morte donando pulizia e nuovo splendore. Il suo caratteristico odore e sapore (ricordo che essendo un estratto totalmente naturale è possibile anche mangiarlo :-)...ed io l'ho assaggiato...) è dolce e ricorda in tutto per tutto quello del frutto.

L'olio di noccioli di prugna di Gascogne è ricavato dalla spremitura a freddo del nocciolo del frutto ed è qualcosa di incredibilmente speciale per le sue note olfattive che ricordano il marzapane...quest'olio mi fa sentire Alice nel paese delle Meraviglie durante l'ora del tè col Cappellaio Matto...Dal colore giallo intenso che volge all'arancione e dalla media densità è un ottimo nutriente cutaneo, emolliente e cicatrizzante adatto per pelli secche, sensibili e mature. Inoltre essendo ricco in vitamina E, B e betacarotene svolge l'importante azione antiossidante.
La mia scelta riguardo a quest'olio è stata inizialmente olfattiva, perchè si sposava bene con le note del resto dei componenti del gommage, ma benchè molti oli vegetali sono ricchi in vitamine e nutrienti siete liberi di scegliere il vostro preferito...col naso :-)

L'olio essenziale di Palmarosa per me una vera scoperta...anni fa non ci andavo molto d'accordo, olfattivamente parlando, mentre ora posso dire di adorarlo. Un aromatico tè floreale, dolce, ricco e speciale...un lontanissimo richiamo al geranio, ma di quelli più delicati...questo è quello che mi ricorda..."sono qui, stai tranquilla, ti avvolgo nella mia dolcezza..." questo è quello che mi sussurra. In cosmetica è molto versatile, adatto sia alle pelli grasse e impure che a quelle secche e sensibili, ha proprietà rivitalizzanti, rigeneranti ed elasticizzanti. Il suo uso costante stimola la rigenerazione cellulare, rinforza i tessuti e attenua rughe e cicatrici.

♡
...e così,
la pelle, come una luna, s'illumina
e l'olfatto mi trasporta 
in antiche fiabe
dove la dolcezza mi avvolge
in una calda bolla profumata...
♡


Materie prime freschissime e pregiate e vengono scelte preferendo ingredienti biologici e del territorio italiano, con un occhio alle eccellenze europee e ai prodotti internazionali del circuito del commercio equo e solidale. Tutto questo lo puoi trovare da FATTIAMANO http://www.fattiamano.org/



sabato 21 giugno 2014

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE: celebriamo il solstizio estivo


foto scattata durante una passeggiata

Ricco di una forte carica simbolica il 21 giugno è un giorno speciale: il solstizio estivo celebra la festa della luce e l'entrata nell'estate. In questa data il sole ci regala qualche ora in più rispetto al suo normale ciclo portandoci a ri-vivere il giorno più lungo dell'anno.
Miti, leggende, storia, magia, tradizioni antiche e popolari festeggiano questa giornata con dei riti speciali, accendendo falò e ballando quasi a voler caricare di maggior energia quella del sole.

Quando, noi appassionate di erbe, parliamo di solstizio, non possiamo fare a meno di ricordare il giorno di San Giovanni ( 24 giugno) e la raccolta dell'iperico...magico fiore che tinge l'oleolito di colore rosso caricandolo dell'energia del fuoco. Se vuoi conoscere le proprietà dell'iperico clicca qui

L'elemento fuoco che si lega a quello dell'acqua...acqua perchè con il 21 giugno si entra nel segno del Cancro dove la luna ne è il pianeta dominante e questo astro ha una stretta relazione con l'elemento acqua...fuoco e acqua assieme...yin e yang che si legano per creare la forza dell'estate.

In Ayurveda l'unione degli elementi FUOCO e ACQUA danno origine al dosha PITTA che, essendo l'unico umore di natura calda, in estate può aumentare ed aggravarsi. Per mantenere il giusto equilibrio, ayurveda consiglia di:
  • evitare cibi e spezie piccanti  
  • prediligere pasti e bevande fresche ( mai ghiacciate) e succose con gusti dolci, amari e astringenti.
  •  moderare l'attività fisica nelle ore più calde della giornata
  • proteggere la pelle dai raggi del sole
Con l'Aromaterapia possiamo pacificare il dosha pitta con diversi oli essenziali dalle proprietà rinfrescanti, calmanti e lenitive come: MENTA, LAVANDA, LIMONE, SANDALO, GELSOMINO, ELICRISO, ACHILLEA, MELISSA.

Una cerimonia alla luce e al buio...al sole e alla luna...questo solstizio lo voglio celebrare così...in loro compagnia...

♡♡♡
OLIO ESSENZIALE DELLA LUCE: L'ENERGIA DEL SOLE

HELYCRISIUM ITALICUM
La forza di un piccolo fiore dal colore del sole e dalle sfumature olfattive che ricordano la liquirizia, questo olio è luce per la pelle e per la psiche

PROPRIETA' PRINCIPALI
antiematoma
antispasmodico
antinfiammatorio
cicatrizzante
epatostimolante

E' ADATTO IN CASO DI
edema, ematomi, flebiti
reumatismi e artriti
varici
couperose
affezioni epatiche

RICETTA DOPOSOLE
30 ml oleolito d'iperico
20 ml di gel di aloe vera
10 gocce di olio essenziale di lavanda Angustifolia
5 gocce di olio essenziale di Elicriso

♡♡♡
OLIO ESSENZIALE RE DELLA NOTTE: L'ENERGIA DELLA LUNA



JASMINUM GRANDIFLURUM
Creatura notturna dal bagliore lunare, soave dolcezza, inebriante e sensuale sfumatura olfattiva, quest'olio è piacere e magia per pelle e spirito

PROPRIETA' PRINCIPALI
sedativo
afrodisiaco
tonico
antispasmodico
antidepressivo
equilibrante

E' ADATTO IN CASO DI
dermatiti di origine nervosa
disturbi del ciclo mestruale
problemi legati alla sessualita' e alle difficoltà emozionali
mancanza di fiducia in sè stessi
pelle secca, arrossata e infiammata

RICETTA BAGNO LUNARE
1 cucchiaio di miele
1 goccia di olio essenziale di gelsomino
1 goccia di olio essenzialedi patchouli
5 gocce di olio essenziale di sandalo
5 gocce di olio essenziale di arancio amaro

♡
La natura è una cosa meravigliosa
Buon solstizio estivo e che tutto abbia inizio
♡

venerdì 21 marzo 2014

VASANTA, LA PRIMAVERA: depurazione e rinascita secondo Ayurveda


foto scattata qualche giorno fa durante una passeggiata

♡ La natura è contemplazione ♡

L'aria che cambia il suo odore...profumo di primavera, il colore si fa più intenso...è tutto un vibrare...

Primavera:  stagione della ri-nascita, dei fiori e delle foglie, esplosione di vita tutt'intorno...colori luminosi e grande fermento della terra che, con il suo scandire dei giorni, ci comunica NASCITA e RINNOVAMENTO

In India questa stagione viene chiamata Vasanta, che in sanscrito significa "brillante" e viene celebrata con la festa Vasant Pañcamī in onore della dea Saraswati, il colore per questa festa è il giallo, quello del sole e del polline.

Come è fuori così è dentro

Seguire i ritmi della natura, ascoltare il cambiamento e promuovere l'equilibrio per mantenere il benessere fisico e mentale indispensabile alla nostra salute.

Primavera: per ayurveda questa è la stagione kapha; le sostanze di rifiuto e le tossine che si sono accumulate durante l'inverno, iniziano a sciogliersi all'interno del nostro organismo ostruendo i canali corporei, indebolendo sia Agni (il fuoco gastrico) che il metabolismo manifestando i tipici squilibri di kapha quali raffreddori, muco in eccesso, mal di gola, congestione dei polmoni, indolenza, stanchezza e letargia. Il naso cola come la neve che si scioglie al sole.

Qualsiasi sia la nostra costituzione ayurvedica, il periodo di fine inverno e inizio primavera è il momento in cui troviamo l'accrescimento di kapha nella sua forma fluida: questo è il momento migliore per "ripulire" il corpo dai suoi eccessi per evitare che si radichi sottoforma di "malattia".

Vediamo ora come seguire una corretta routine quotidiana per allineare il corpo con i ritmi della natura portando i nostri dosha, specialmente Kapha, all'equilibrio e alla depurazione:
  • TAZZA DI ACQUA CALDA CON SUCCO DI LIMONE E MIELE la mattina a digiuno per un "lavaggio" interno. Questa pratica aiuta ad eliminare le tossine nel tratto gastrointestinale, idrata il sistema linfatico, pulisce la pelle e rinforza il sistema immunitario
  • NO all'assunzione di formaggi, latticini, insaccati, zuccheri e cibi unti. 
  • SI a pietanze a base di verdure di stagione, alimenti caldi, cotture alla piastra, al forno o alla griglia.
  • SPEZIE PICCANTI E RISCALDANTI come zenzero, cannella, chiodi di garofano, pepe, peperoncino, curcuma sono ottime per stimolare il metabolismo lento del dosha kapha; possono essere consumate in aggiunta alle pietanze o altrimenti in tisane e decotti tiepidi da bere durante la giornata o prima del pasto. Se vuoi preparare una bevanda riscaldante a base di spezie clicca qui e guarda il video
  • PICCANTE, AMARO E ASTRINGENTE sono i gusti da scegliere in questa stagione

La medicina ayurvedica ci fornisce dei preparati naturali adatti alla purificazione e depurazione interna, fra i principali troviamo:
  • TRIPHALA: preparato a base di 3 frutti (Amlaki, Haritaki, Bibhitaky) adatto, specialmente nei cambi di stagione, ad eliminare e purificare tutti i tessuti del corpo da ama (tossine). Per conoscere le sue proprietà puoi leggere qui http://om-ayurvedica.blogspot.it/2012/04/triphala-un-prezioso-rimedio-ayurvedico.html
  • TRIKATU: composto da tre spezie piccanti (Pepe nero, Pepe lungo, Zenzero) stimola la digestione e la disgregazione delle sostanze di rifiuto accumulate nel corpo migliorando l'assorbimento dei nutrienti necessari. Può essere utilizzato durante la cottura dei cibi.
  • TRIKULU: i "tre aromatici"a base di chiodi di garofano, cannella e cardamomo, anch'esso adatto a migliorare la digestione e la rimozione delle tossine.

Nello yoga troviamo delle pratiche consigliate durante il cambio di stagione, queste non sono solo rivolte al fisico, ma anche alla nostra mente perchè yoga è unione e noi siamo corpo- mente -spirito in una cosa sola...
  • SHANK PRAKSHALANA: una pratica antica per un lavaggio profondo e completo del tratto gastrointestinale.
  • ANTAR MOUNA il silenzio interiore per la purificazione delle vritti mentali. Il termine vritti significa "vortice" indicato come quel flusso costante del pensiero, emozioni e sentimenti che ci distoglie dalla calma.
Anche i trattamenti ayurvedici rivolti al corpo ci possono venire in aiuto al completamento della nostra preparazione ad una "splendente ri-nascita". Oltre alle terapie di PANCHAKARMA ( 5 azioni di purificazione) svolto sotto la guida del medico ayurvedico in base alla costituzione propria, troviamo trattamenti specifici adatti in particolar modo al cambio di stagione:
  • SNEHANA: oleazione del corpo tramite il massaggio
  • PINDA SWEDA: tamponamento con fagotti caldi a base di erbe specifiche o\ e riso ad azione purificante
  • UDGARSHANA: trattamento di purificazione profonda tramite polveri erbali svolto su tutto il corpo. Migliora la circolazione linfatica e sanguigna, stimola il ricambio metabolico della pelle consentendo una ottimale eliminazione delle tossine.
  •  NASYA: trattamento di purificazione profonda delle vie aeree superiori utilizzato per pacificare il dosha kapha
  • SVEDANA: terapia del calore. Trattamento di disintossicazione, rimozione di Ama e rinnovamento cellulare. Indicato come completamento di diversi trattamenti, non eseguibile da solo.
     
In Aromaterapia anche gli oli essenziali possono essere buoni alleati per il nostro benessere psicofisico. In diffusione ambientale:
  • olio essenziale di MANDARINO: per accompagnarci al buon umore quotidiano
  • olio essenziale di EUCALIPTO SMITHII per purificare l'ambiente domestico e donare un senso di freschezza. 
  • olio essenziale di PINO CEMBRO ottimo espettorante per affrontare tosse e bronchiti. Adatto in diffusione ambientale o in suffimigi
per l'acquisto consapevole degli oli essenziali visita:
Trovo che in Natura ci sia tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere sani e in armonia. Seguire il ritmo delle stagioni, lasciarsi trasportare, senza opporre resistenza ed ascoltare...
Ascoltare il nostro corpo, ascoltare ciò che chiede, rimanere connessi...come nel macrocosmo, così nel microcosmo...fluire!

BUONA PRIMAVERA E BUONA RI-NASCITA
♡


sabato 26 ottobre 2013

SHARAD, L'AUTUNNO: equilibrio e raccoglimento secondo Natura

 
♡ La natura è contemplazione ♡

I colori che cambiano, gli odori nell'aria...in cielo, le nuvole, assumono altre forme...

Autunno: stagione della maturità, dei frutti e delle radici, dei colori caldi che sanno di terra...in questa stagione il nostro istinto ancestrale ci comunica: EQUILIBRIO, per prepararci, nel modo più corretto, al "riposo" invernale.

Come è fuori così è dentro 

Autunno: negli antichi testi ayurvedici questa stagione è indicata con il termine sharad; in questo periodo le temperature iniziano a scendere e la pioggia rende tutto un pò più fresco e umido.

I cicli e i ritmi della Natura si riflettono sul nostro organismo sia a livello fisico che umorale; secondo Ayurveda la capacità di adeguarsi ai cambiamenti stagionali è essenziale per mantenersi in buona salute. L'autunno è una stagione di passaggio ed è pertanto fondamentale seguire una corretta routine che stimola il nostro organismo ad addattarsi al cambiamento.
Leggendola da un punto di vista ayurvedico, nel nostro paese, questa può essere definita una stagione kapha che verrà subito susseguita da quella vata. Infatti il fresco\ umido dei primi periodi autunnali si trasformarà in freddo\ secco con l'avvicinarsi dell'inverno; i cibi consigliati devono essere leggeri, tiepidi\ caldi e piuttosto liquidi e oleosi.



Anche gli oli essenziali possono venirci in aiuto: la semplice diffusione ambientale di alcuni di questi può pacificare il nostro sistema nervoso e stimolare le nostre difese immunitarie, funzionando da veri e propri "vaccini antinfluenzali" o ripulendo gli ambienti da germi e batteri.

RICETTINE AROMATERAPICHE 
 ♡
5gocce di olio ess. di Ravintsara
5gocce di olio ess. di Mirto
5 gocce di olio ess di Niaouli
5 gocce di olio ess. di Limone
♡
10 gocce di olio ess. di Limone
5 gocce di Niaouli
3 gocce di olio ess. di Ginepro
3 gocce di olio ess di Abete Balsamico

Questo è anche il momento giusto per praticare una disintossicazione dell'organismo; Panchakarma e Shank Prakshalana sono 2 tipologie di pratiche che derivano dalla stessa radice, una legata all'ayurveda e l'altra allo yoga specifiche per una purificazione speciale.
Nei periodi di cambiamento ( autunno e primavera) un altro ottimo rimedio per una depurazione interna è il Triphala di cui vi lascio il link di un mio post: clicca qui ♡

Altre 2 pratiche che ritengo importanti e fondamentali sono:
  • il trattamento ayurvedico Pinda Sweda: dove caldi tamponi contenenti polveri e spezie vengono utilizzati per massaggiare il corpo donando calore e vigore, alleviando dolori e reumatismi e stimolando la sudorazione per favorire l'espulsione di ama ( tossine)
  • La pratica di Antar Mouna: il Silenzio Interiore per ritirarsi nel proprio Sè "ascoltando"e sperimentando il silenzio come purificazione mentale. ( io ho praticato personalmente questa pratica per un'intera giornata con un benessere profondo)

Penso che lo scorrere del tempo debba avvenire in noi in maniera consapevole, tutto ciò che accade all'esterno e all'interno deve essere ascoltato, osservato e "digerito". Quest'anno ho imparato ad amare profondamente l'autunno...colori, odori e luce che cambia...Fluire per restare in equilibrio, lasciarsi trasportare senza creare resistenze e ancora ascoltare, osservare e "digerire". Per questo, oggi, io ringrazio.

  
“Salute e benessere significano non solo assenza di malattia, ma anche capacità di espressione, di felicità, di purezza e di pace”
Swami Joytinat 






venerdì 19 luglio 2013

L'ACQUA CHE CURA: LE MEDICINE ORIENTALI CI INSEGNANO

La cura idroterapica, ossia l’applicazione dell’acqua come rimedio, è conosciuta da millenni come un valido aiuto per la nostra salute.
Molti medici hanno dimostrato i suoi vantaggi in tanti modi e migliaia di persone la adottano con utili risultati. Dall’antichità ai giorni nostri: dagli Yoghi indiani, che insegnano pratiche di cura con questo elemento, dall’abate Kneipp e le sue cure idroterapiche praticate anche oggi…non c’è dubbio che l’idroterapia occidentale ha molti punti in contatto con quella orientale, ma gli indiani spiegano i suoi risultati terapeutici con la teoria del prana, estranea alla maggior parte di universitari e accademici dei nostri paesi.

Prana è il nome dato dai filosofi indiani all’energia universale che penetra in tutte le cose; la sua manifestazione è l’energia vitale che anima l’organismo di ogni essere vivente. Questa energia è in ogni cosa: nel cibo, nell’aria e nell’acqua e senza di essa non vi sarebbe vita. E’ tramite il prana dell’acqua e la possibilità di assimilarlo mediante queste cure che si può rimediare ai disturbi fisiologici e favorire la salute, la forza e il vigore fisico.

Sottointesa la sua assunzione per via orale, che rigenera, irriga e ci pulisce internamente dalle scorie che quotidianamente il nostro corpo deve eliminare, vi sono altri modi per “prendere” l’acqua come cura: fomenti, pediluvi, compresse, impacchi, frizioni, irrigazioni degli organi interni e bagni. Con questo articolo voglio portare l’attenzione su un particolare trattamento che arriva dall’India e dalla disciplina ayurvedica: il Kati Snan

Questa pratica è un bagno che viene effettuato nella zona pelvica; è necessario avere a disposizione una tinozza dalla misura che serva per far sedere la persona all’interno lasciando fuori gambe e piedi, spalle e braccia. In questo modo l’acqua ricopre la parte dall’ombelico fino al perineo incluso. La sua temperatura deve restare fra i 10 e i 18 C°, è possibile ripetere il trattamento anche 2 volte al giorno secondo le necessità con durata che va dai 10 ai 30 minuti.

I benefici di questo trattamento sono molteplici, lo troviamo utile in casi di: stitichezza, problemi digestivi, mestruazioni irregolari e dolorose, emorroidi, cistiti, infezioni uterine, calcoli biliari, diarrea, ulcere, problemi al fegato, eccesso di peso e obesità, emicranie, reumatismi e sciatica…

Nella letteratura vedica troviamo molti riferimenti sull’efficacia dell’acqua nel trattamento di disturbi e malattie e tutt’oggi questa ed altre pratiche vengono prescritte dai Vaidya, i medici ayurvedici, ai loro pazienti.

La semplicità dell’acqua come primordiale e primario elemento naturale…la semplicità dell’acqua come un prezioso agente terapeutico da tempi immemorabili. La semplicità di una cura efficace, naturale ed economica.

sabato 22 giugno 2013

L'ALBERO DI NEEM: dalla tradizione ayurvedica ai giorni nostri


Alla prima lezione di yoga, durante il mio viaggio indiano, l’insegnante si presentò con un rametto di foglie in mano, iniziò a staccarle una ad una e ce la fece mangiare.
Era una bella fogliolina
frastagliata dalla forma particolare e dal sapore amarissimo.
Era una foglia dell’albero di Neem.

Originario dell’India e della Birmania, ma diffuso anche in Africa ed in altre zone tropicali, il Neem (Azadirachta Indica) è una pianta antichissima; la prima testimonianza del suo uso risale al 2000 a.C., ancor prima che gli antichi erboristi scoprissero i benefici del Salice, Timo, Mirra e Pino.
I primi scritti medici Sanskriti riferiscono i benefici di questa pianta dall’uso dei frutti, semi, olio, foglie, radici e corteccia e attualmente troviamo più di 300 rimedi ayurvedici a base di Neem.  Secondo l’Ayurveda, infatti, le diverse parti della pianta del Neem posseggono differenti proprietà medicinali ed è considerata una delle più potenti disintossicanti e purificatrici del sangue.

La corteccia è efficace come febbrifugo, per combattere le malattie della pelle, i parassiti intestinali, il catarro, il vomito, la tosse ed il singhiozzo.

Le foglie trovano un importante impiego nelle malattie dell’occhio e, come tutte le erbe amare, sono un ottimo disintossicante epatico e regolatore della bile. Inoltre il decotto delle foglie fresche guarisce le ulcere anche di vecchia data.

I frutti sono purgativi ed aiutano in tutte le malattie della pelle. L’olio dei semi della pianta del neem ( spremuto a freddo) è uno degli agenti disinfettanti e risananti in caso di problemi cutanei.

La pianta stessa, in tutte le sue parti – radici, legno, corteccia, foglie e fiori – è un repellente efficace contro insetti nocivi e zanzare.
Di conseguenza, non ci meraviglia che in India venga considerato e chiamato “la farmacia del villaggio” per le sue rinomate proprietà medicamentose.

Ricerche piuttosto recenti hanno dimostrato l’efficacia di questo albero “farmacia”, fino ad essere dichiarato dalle Nazioni Unite l’”albero multiuso del XXII secolo”; le sue proprietà fisiologiche sono molteplici e presenta diverse azioni:
  • Azione antisettica, è stato testato nei confronti di numerosi ceppi batterici, in particolare risulta molto efficace contro i funghi della pelle.
  • Azione antisettica
  • Azione insettorepellente ed insetticida, contiene una sostanza, detta salannina, che funziona da repellente per gli insetti che pungono. Inoltre il principio attivo dell’azadiractina, composto organico estratto dai semi della pianta, è efficace nella lotta a parassiti e funghi e, tuttavia, non nocivo per gli insetti  utili, per gli animali, per gli uccelli e per l’uomo.
  • Azione antinfiammatoria, è un valido febbrifugo utile anche in casi di dolori muscolari, articolari, reumatismi ed artrite.
  • Azione rigenerante e cicatrizzante dei tessuti epiteliali, efficace in tutte le affezioni dermatologiche
E’ utile per l’igiene orale: i rametti dell’albero, opportunamente masticati, venivano anticamente strofinati su denti e gengive, mentre oggi si producono dentifrici contenenti sostanze estratte dal neem che contrastano la formazione di placca e sbiancano i denti. Nell’industria cosmetica, è utilizzato anche nella produzione di saponi, prodotti per i capelli e il cuoio capelluto, creme per le mani, olio per massaggi, creme per il viso anti-acne e anti-arrossamenti, protettivi per labbra e lenitivi per herpes.

In India si ha l’impressione che tutto ciò che cresce da Madre Natura ha una certa sacralità e, a volte, non è solo un’impressione…passeggiando per le strade si trovano moltissime piante di Neem e questo millenario albero è anch’esso considerato sacro dalla popolazione locale.

“Sarva roda nidarini”: il guaritore di tutti i malanni; questa è la traduzione dal sanscrito del suo nome e per le molteplici proprietà di questa pianta non poteva che contenere questo significato.

venerdì 21 dicembre 2012

Drenare e purificare: l’uso delle polveri erbali nel trattamento ayurvedico

L’ayurveda, nei suoi svariati trattamenti, prevede l’uso di oli medicati adatti a lenire e bilanciare i vari squilibri per ridare il benessere e il giusto equilibrio tale da mantenere a lungo una buona salute.
Oltre agli oli medicati, spesso, per contrastare determinati problemi si abbina a questi l’uso di alcune miscele di polveri adatte ad esfolire, purificare e nutrire i tessuti aiutando il drenaggio del sistema linfatico e la rimozione delle cellule morte e tossine dalla pelle.
Nel mio precedente articolo ( http://om-ayurvedica.blogspot.it/2012/11/cellulite-analisi-approccio-e.html) ho trattato il tema della cellulite, l’approccio ad esso e i consigli secondo alcuni trattamenti per migliorare e agire su questo inestetismo. Ora vorrei approfondire raccontando come guanti di seta grezza e polveri esfolianti, nutrienti e medicali possono ulteriormente intervenire, in piena sinergia fra loro, nel combattere adipe, tossine e stasi linfatiche.


Il trattamento Garshan, in sanscrito questa parola significa strofinare, è un massaggio che viene effettuato a secco tramite l’uso di guanti con tessuti diversi in base alla costituzione (di seta,di cotone e seta grezza). Questa tecnica ha un’azione molto rivitalizzante per quanto riguarda il sistema linfatico e il metabolismo in generale: scioglie i cuscinetti di adipe, riduce la cellulite ed ha un effetto mirato sugli inestetismi. A questo in sua combinazione spesso si fa seguire un impacco umido di erbe, farina di ceci miscelate a dell’olio per ottenere una pasta cremosa, calda e profumata: le Udvartan ( Vartan in sanscrito significa unzione) che assieme al trattamento precedentemente citato, mira ad esfoliare e purificare in modo dolce.

Un altro tipo di trattamento che prevede l’uso di polveri viene chiamato Udgarshan (Ud significa verso l’alto, verso il cuore come la linfa). Inizialmente, sulle zone da trattare, si esegue un massaggio di circa 15 minuti con olio di senape che, grazie alle sue proprietà riscaldanti, stimola la circolazione venosa. Inoltre è bene ricordare che l’Ayurveda pone molta attenzione riguardo gli oli  utilizzati; negli squilibri di tipo kapha vi è la tendenza al ristagno dei liquidi e la formazione di edemi e l’olio di senape riscalda e stimola aiutando a ridurre i grassi, eliminare i liquidi ed aumentare il tono della pelle. Successivamente a questo massaggio vengono cosparse sul corpo delle polveri che attraverso la frizione e lo strofinamento creano il calore necessario per permettere l’ulteriore eliminazione di tossine, l’aumento della circolazione periferica, l’eliminazione dei grassi in eccesso e la rimozione delle cellule epidermiche morte. A questo punto le cellule vive possono essere nutrite e la loro funzione vitale é nettamente migliorata.

Le donne indiane conoscono da generazioni i segreti della cosmesi naturale e hanno il culto della bellezza e raffinatezza ricercate nella tradizione di ricette antiche tramandate dalle istruzioni di antichi testi della cultura vedica.

Nella mia esperienza in India, durante lo stage in una clinica ayurvedica, ho avuto modo di approfondire questo interessante argomento imparando i diversi modi di applicazione. Qui di seguito potrete vedere un breve video della lezione.

martedì 20 novembre 2012

CELLULITE: analisi, approccio e trattamento secondo l’Ayurveda


La cellulite…spesso ci ricordiamo di averla solo quando si avvicina il periodo estivo…ma in realtà questo problema, che tanto cerchiamo di combattere, lo abbiamo tutto l’anno e quindi perchè non essere costanti nell’affrontarlo?

Analizziamo il problema dalla radice:
Innanzitutto i concetti di obesità o magrezza non hanno nulla a che vedere con la condizione di cellulite; si può essere più "in carne" e non averla, come al contrario, magri e soffrirne.

Letteralmente il termine cellulite indica l’infiammazione della cellula; la cellulite è un infiammazione del tessuto connettivo che si trova sotto la cute, ma questo inestetismo non è solo un accumulo di grasso localizzato, è la conseguenza di un processo di degenerazione della microcircolazione dei tessuti adiposi.
Squilibrio ormonale, cattiva digestione o alimentazione errata, mancanza di esercizio fisico e scorretto stile di vita sono fra i fattori che maggiormente vanno ad influenzare la progressione della cellulite.

Dal punto di vista ayurvedico
La presenza di cellulite indica che il corpo ha bisogno di una pulizia profonda e di una disintossicazione, che, se non trattata, può portare a condizioni più gravi come una ritenzione di liquidi permanente.
Per l’Ayurveda la cellulite è un blocco causato da AMA (tossine o cibo non digerito\ male assimilato) e da un malfunzionamento di AGNI (il nostro fuoco gastrico): il cibo ingerito ricco di troppi grassi non viene, per così dire, bruciato totalmente dal nostro sistema digestivo e staziona all’interno del nostro stomaco per poi migrare nei tessuti generando un blocco, una stasi.

In Ayurveda la cellulite è chiamata “Vasa” che significa pesante ed è considerata uno squilibrio Kapha; gli elementi che compongono e caratterizzano questo dosha accrescono causando un eccesso con i seguenti risultati: ritenzione di liquidi (elemento Acqua), aumento del tessuto adiposo (elemento Terra).
Ovviamente in Ayurveda non si ragiona mai a senso unico, per questo motivo è importante sapere che anche il dosha Vata "colui che muove" è coinvolto e nello specifico Vyana-Vata (migliora la circolazione) e Apana-Vata (drenaggio). 
L’antico medico chirurgo ayurvedico Shushruta dice che quando i grassi saturi interagiscono con le impurità digestive (AMA), il risultato è cellulite. La chiave per combattere questo tipo di inestetismo è quindi proprio quella di abbattere il collegamento e l’aggragazione tra il grasso sottopelle e le impurità Vasa Ama.

Ma come trattare allora la cellulite per abbattere questo collegamento?
Innanzitutto va corretta l’alimentazione sostituendo cibi unti, troppo salati, ricchi di grassi e complessi (farine bianche e lievitate, pane, cibi in scatola, congelati, riso brillato, zucchero bianco) con cibi freschi e ricchi di alimenti vivi (verdure crude, cereali in chicchi e legumi ben cotti e speziati), dopodichè bisogna aumentare il fuoco digestivo con l’assunzione di tisane e spezie dalla potenza calda come ad esempio zenzero, cannella, chiodi di garofano, cardamomo e pepe.
Inutile dire che è molto importante bere e fare dell’esercizio fisico, come anche una semplice camminata veloce di 10 minuti al giorno per drenare ed aiutare il nostro sistema linfatico, privo di pompa, a ripulirsi e liberarsi dalla linfa “sporca” che ristagna.

Per quanto riguarda i trattamenti  anche in questo caso l’Ayurveda ci viene in aiuto con massaggi mirati atti a smuovere, riattivare e contrastare il tanto odiato inestetismo della pelle a buccia d’arancia in questo modo:
  •  riattivare: massaggio Neerabhyangam, già descritto in un mio precedente articolo, è il massaggio della linfa. Dalle movenze lente e delicate questo tipo di trattamento spinge la linfa verso le maggiori stazioni linfatiche per essere filtrata e ripulita.
  • smuovere: massaggio anti Kapha veloce e vigoroso con olio di sesamo oppure olio di senape dall’odore forte e pungente e dalle proprietà riscaldanti. E'possibile utilizzare anche specifici oli essenziali o mix anche se tradizionalmente non appartengono alla tradizione ayurvedica.
  • contrastare: Udgarshan, Pinda Sweda e Swedana, questi trattamenti alternati svolgono un azione riducente e riscaldante: 
  1. Il trattamento Udgarshan o Udvartana (della differenza di questi trattamenti ti parlerò prossimamente) mediante l’uso di polveri strofinate sulle parti interessate da cuscinetti riduce le zone adipose, agisce sugli accumuli favorendo il modellamento e risveglio metabolico. 
  2. I trattamenti Pinda Sveda e Svedana di avvalgono dell'azione del calore e del vapore; svolgonno un azione diaforetica efficace per favorire l'eliminazione delle tossine attraverso la sudorazione e, quindi di riflesso, risultano adatti a combattere obesità e cellulite.
Un lavoro in sinergia quindi ci permette di lavorare sia all’interno che all’esterno del nostro corpo per ripristinare l’equilibrio corretto che aiuterà a rimuovere e\o migliorare lo squilibrio legato alla cellulite.

Un consiglio?
La costanza e l’impegno sono veramente le nostre migliori amiche nella cura di questo problema. Seguire una routine corretta può davvero portare a degli ottimi risultati, non per piacere agli altri o per assomigliare alle donne che vediamo sulle riviste, ma per essere finalmente soddisfatte di noi stesse e dei nostri sforzi.

Per maggiori informazioni sui trattamenti svolti nel mio studio CLICCA QUI
Per fissare un appuntamento, un consulto o ricevere informazioni puoi scrivere a info.aromaveda@gmail.com

venerdì 2 novembre 2012

Shiroabhyanga e Oleazione: l’Ayurveda si prende cura di testa e capelli

Durante il mio stage in India, non passava giorno senza che i miei capelli venissero unti e la mia testa massaggiata…il risultato? Lucentezza, morbidezza e tono; grazie a questa esperienza ho capito perchè le donne indiane dedicano da sempre molta cura e attenzione ai loro capelli per mantenerli forti, sani e luminosi a partire da piccoli e semplici gesti quotidiani, fino ad arrivare a trattamenti specifici.

Noi in occidente, al contrario, non prestiamo molta attenzione a questo e pensando all’olio sui capelli già ci sentiamo male…

In Ayurveda il massaggio alla testa con olio di sesamo oppure oli medicati specifici viene chiamato Shiroabhyanga, da shiro che in sanscrito significa testa, ed è un trattamento che viene praticato con particolare attenzione a testa, cute, capelli, collo e spalle.
Di questo massaggio esistono testimonianze negli antichi testi di Ayurveda, di cui vorrei trarre una parte:
Oleazione della testa
Chi applica regolarmente olio di sesamo sulla propria testa non soffre di mal di testa, calvizie, ingrigimento dei capelli e nemmeno della caduta dei capelli. La robustezza della sua testa e della fronte sono aumentate; i suoi capelli divengono neri, lunghi e con radici profonde. I suoi organi di senso lavorano correttamente, la pelle del viso diviene brillante. L’olio deve essere applicato in quantità sufficiente che la testa divenga untuosa.
il Sutrasthana, Charaka Samhita

Anche il nostro cuoi capelluto, come una schiena o dei piedi, vuole essere massaggiato! E’ importante che questo trattamento venga eseguito con sfregamenti piuttosto decisi perchè in questo modo viene riattivata e stimolata la circolazione della cute importante per la crescita e la salute dei capelli. E’, al tempo stesso, un trattamento molto rilassante, dalla durata di circa 20 minuti con i seguenti benefici:
  • previene la caduta dei capelli;
  • migliora lo stato del capello e del cuoio capelluto;
  • combatte disfunzioni del cuoio capelluto quali forfora;
  • previene mal di testa e torcicollo;
  • ha effetti calmanti generando rilassamento e chiarezza mentale;
  • migliora il funzionamento degli organi di senso;
  •  favorisce il sonno.
Nello specifico, in India, spesso vengono usati degli oli medicati al posto del semplice olio di sesamo. In particolare, vi è un olio  dalle caratteristiche peculiari che viene usato solo per la testa, il Brahmi Taila. Il suo nome deriva da Brahma, il ” Creatore” dell’Universo nella mitologia hindù. E’ un olio speciale dedicato alla sola cura della testa, del sistema nervoso e dei delicati organi di senso, pacificando e stimolando al tempo stesso le funzioni cerebrali. La pianta maggiormante usata nella produzione di questo olio è  la Bacopa Monnieri, ma troviamo anche la radice di vetiver e liquirizia. La Bacopa Monnieri è conosciuta per le sue qualità antiossidanti e rigenerante-tonificanti sui capelli, mantenendoli elastici e prevenendo l’incanutimento precoce.

La formulazione del Brahmi Taila, grazie anche all’olio di sesamo che lo compone, rende  il contatto con il cuoio capelluto morbido, delicato, profumato e il suo intenso colore ne esprimono il carattere equilibrante. Praticando il massaggio con questo olio, doniamo stabilità alla mente promuovendo un riequilibrio del delicato ritmo veglia-sonno.

Posso dire che il semplice e solo massaggio alla testa è un trattamento che porta benessere a tutto l’organismo che viene armonizzato e pacificato. In accordo con i concetti indù il cervello è ritenuto essere il centro delle attività creative. Si dice che l’oleazione regolare possa aiutare a raggiungere quella stabilità stessa di Brahma avvicinandosi alle qualità stesse espresse dal Dio della Creazione.

Personalmente, dal mio ritorno dall’India, pratico settimanalmente l’oleazione di testa e capelli con un impacco che tengo tutta la notte, per lavarli la mattina dopo per far agire in profondità l’olio fino alla radice dei capelli, con ottimi risultati!

sabato 7 aprile 2012

TRIPHALA, UN PREZIOSO RIMEDIO AYURVEDICO PER LA NOSTRA DEPURAZIONE

La primavera è arrivata e nell’aria se ne sente già il profumo; in questa stagione la natura si dà da fare, tutto sembra vibrare: gli alberi e i prati iniziano a fiorire donandoci i loro colori, gli uccellini si preparano a costruire i nidi per dare alla luce una “nuova” vita. In primavera tutto piano piano si risveglia dal torpore invernale e  il nostro fisico sente il bisogno di volersi depurare.
 
Durante il periodo invernale siamo in una sorta di “letargo” dove tendiamo ad accumulare e spesso, a causa del nostro stile di vita e dell’assunzione di cibi grassi, pesanti e complessi, il nostro fuoco gastrico diminuisce la sua potenza e rallenta la digestione  lasciandoci un senso di pesantezza e qualche tossina in più che disturba il nostro stato di equilibrio.

In Ayurveda le tossine vengono chiamate ama e sono il risultato del cibo non completamente digerito o troppo ricco di proteine animali che staziona nello stomaco e nell’intestino e che col tempo, se non si riesce ad espellerle, fermenta andando ad accumularsi nel colon e intasando i nostri canali linfatici e sanguigni. E’ importante sapere, inoltre, che ama nel corpo non sono solo le tossine fisiche, ma anche quelle legate allo stato emotivo per cui nervosismo, ansia, paura, gelosia ed ira a volte represse hanno un effetto nocivo sui nostri organi interni ed imparare a liberarsi di queste emozioni negative ci fornisce un ulteriore elemento per raggiungere il benessere; per questo assieme alle terapie fisiche, vengono spesso abbinate e consigliate pratiche che facilitano il rilassamento quali lo yoga, il pranayama e la meditazione.

Un rimedio ayurvedico molto utile alla depurazione del nostro organismo, partendo proprio dall’intestino, è la Triphala. Il termine “Triphala” significa “tre frutti”, la ricetta di questo tradizionale integratore a base di erbe risale a migliaia di anni ed è menzionata nei tradizionali testi indiani “Charak” e “Sushrut Samhitas” (1500 a.c.).

La Triphala è considerato un rimedio tridoshico avendo effetti bilancianti e ringiovanenti sulle tre forze che governano e costituiscono la vita umana: Vata, che regola il sistema nervoso e tutti i movimenti sia fisici che mentali, Pitta che mantiene il processo metabolico e digerisce e trasforma cibo, nutrimento ed emozioni e Kapha, che dà supporto all’integrità strutturale ed è responsabile della lubrificazione di organi e tessuti e del sistema immunitario.

Questa preziosa preparazione è formata, in parti uguali, da: Emblica officinalis ( Amalaki o amla), Terminalia Chebula (Haritaki) e Terminalia Bellerica (Bibhitaki) ed è considerata, in Ayurveda, uno dei più importanti  rasayana. Il significato vero del termine è nutrire in modo adeguato ogni parte del corpo allo scopo di ritardare il processo di invecchiamento, promuovendo la salute, l’immunità e prolungando una buona vita.

AMLAKI, dal sapore aspro, è un tonico rinfrescante, viene utilizzato per trattare gli squilibri di pitta come ulcere, stati infiammatori di stomaco e intestino, eruzioni, stati congestivi del fegato e sensazioni di bruciori in tutte le parti del corpo; inoltre è ricchissima di vitamina C, ne possiede la più alta concentrazione in natura, circa 20 volte il contenuto di un’arancia.

HARITAKI è considerato particolarmente benefico per trattare gli squilibri di vata; il suo sapore è amaro e ha proprietà lassative, antispasmodiche, lubrificanti ed antiparassitarie. E’ un’ottimo rimedio per gli stati di costipazione acuta e cronica, ansia, irrequietezza e sensazione di pesantezza fisica. Dei tre frutti che compongono la Triphala, l’Haritaki è quello che ha le più spiccate caratteristiche  lassative.

BIBITAKI ha come obbiettivo quello di curare gli squilibri di kapha, il suo gusto primario è astringente mentre quello secondario è dolce, amaro e pungente e le sue principali proprietà sono astringenti, toniche, digestive ed antispasmodiche; nello specifico bilancia e purifica gli eccessi di muco, cura le affezione bronchiali, l’asma, le allergie e il singhiozzo.

Questo meraviglioso composto è energeticamente equilibrato, non prevalgono in esso ne proprietà “calde” ne “fredde”. Se assunto costantemente per un periodo prolungato provocherà, in modo lento, ad una eliminazione e purificazione di ama da tutti i tessuti del corpo. Lo si può trovare sottoforma di churna ( polvere) o anche in capsule, più semplici da prendere e se ne consiglia l’assunzione di 2 al giorno la sera prima di coricarsi con una tisana calda.

Un famoso detto popolare indiano recita: “Non dispiacerti se non hai una madre sino a quando possiedi del Triphala”, l’origine di questa frase è che si ritiene che la Triphala sia in grado di proteggere gli organi interni del corpo, così come una madre si prende cura dei propri figli.

http://www.farmacistionline.net/triphala-un-prezioso-rimedio-ayurvedico-per-la-nostra-depurazione.html 
VN:F [1.9.15_1155]